La Lazio Rugby 1927 viaggia spalla a spalla con l’Arca di Noè per un progetto all’insegna dei valori educativi e sociali della palla ovale. La società capitolina ha infatti instaurato una collaborazione con la cooperativa sociale con sede a Gallicano nel Lazio, con l’obiettivo di garantire, proprio attraverso la pratica sportiva, un’occasione di crescita personale e di reintegrazione per i ragazzi attualmente ospiti della comunità, con la formula del gruppo appartamento.
L’Arca di Noè opera sul territorio di Roma e provincia dal 1994 e vanta un’esperienza di lungo corso nei servizi assistenziali ed educativi per minori. Col passare degli anni la cooperativa ha orientato sempre di più il proprio focus sul mondo adolescenziale, costruendo un’equipe di professionisti in grado di fungere da riferimento per giovani sottoposti a provvedimenti dell’autorità giudiziaria. Da tali presupposti si è dunque sviluppata la struttura di Gallicano, nella quale sono inseriti ad oggi 12 ragazzi di età compresa tra gli 11 e i 18 anni.
Proprio questi ultimi sono i protagonisti del progetto che, da novembre, ha visto la Lazio Rugby entrare nella comunità con Raul Canestri, responsabile della formazione Under 12 biancoceleste. Il tecnico biancoceleste, affiancato dagli educatori dell’Arca di Noè, svolge un allenamento settimanale di avviamento non solo alla palla ovale, ma anche all’attività motoria in senso lato. L’obiettivo sarà quello di costituire una squadra di almeno 7 elementi che possa partecipare, entro il termine della stagione, a un torneo federale di Rugby Touch. Un’opportunità preziosa non solo per misurarsi all’interno di un contesto competitivo, ma anche per arricchire i progetti educativi individualizzati dei ragazzi e accelerare così il loro reinserimento in società, anche attraverso eventuali sconti di pena. Il tutto in una logica di continuità che l’Arca di Noè ha voluto alimentare anche con la costituzione di una società sportiva, destinata a fare da centro di gravità anche per coloro che, raggiunta la maggiore età, sono destinati a lasciare il gruppo appartamento.
Sabato 20 dicembre il progetto ha vissuto quindi il suo momento, almeno fin qui, più significativo ed emozionante. Una delegazione dell’Arca di Noè ha infatti preso parte, presso l’impianto del Flaminio Real, all’ultimo allenamento della Scuola Rugby biancoceleste prima del break natalizio. Un’occasione speciale per calarsi in tutto e per tutto all’interno del mondo della Lazio Rugby e per avere un primo riscontro, anche all’esterno, del lavoro svolto in queste settimane. Riscontro più che positivo per la naturalezza e l’energia con cui i ragazzi hanno vissuto ogni istante della giornata.
Un punto di partenza più che mai concreto per una collaborazione che vede il rugby e i suoi principi come uno straordinario strumento di riscatto sociale e individuale. Collaborazione che si inserisce pienamente nello spirito e nei valori fondanti della Lazio Rugby, da sempre impegnata, anche nel rispetto dello status di “Ente Morale” dell’intera Polisportiva, nella promozione della dimensione non solo agonistica, ma anche culturale e formativa della palla ovale.
Raul Canestri (referente tecnico del progetto per la Lazio Rugby): “Ospitare per la prima volta i ragazzi dell’Arca di Noè è stata per noi della Lazio Rugby una vera emozione. Un piccolo grande regalo di Natale con cui abbiamo voluto premiare tutti loro per l’impegno profuso in queste prime settimane di attività. Mi ha colpito molto la dedizione e la curiosità con cui si sono tuffati negli allenamenti, pur non avendo alcun pregresso in termini di approccio ed educazione allo sport. Sin dal primo giorno hanno partecipato con particolare motivazione ed è stato bello vedere questa stessa spinta anche sabato al Flaminio Real. Tra di loro inoltre c’è una coesione che travalica qualsiasi differenza culturale o di età. Un modo naturale di sostenersi che rispecchia in pieno i principi del nostro gioco. Troppo spesso c’è la tendenza a giudicare i ragazzi che provengono da queste realtà soltanto per il loro passato. Con questo progetto vogliamo invece credere nel loro futuro, con il rugby che può appunto diventare un veicolo ideale per aiutarli a costruire un nuovo percorso di vita. Sono convinto che quello di sabato sia stato il primo passo del percorso. Come Lazio non vediamo l’ora di farne insieme di ulteriori”.
Aldo Cianni (Presidente Cooperativa Arca di Noè): “Ci tengo innanzitutto a ringraziare di cuore la Lazio Rugby a nome di tutte le persone che fanno parte della famiglia dell’Arca di Noè. Abbiamo trovato da subito un ambiente che ci ha accolto e compreso con estrema sensibilità. Da laureato in Scienze Motorie sono consapevole di quanto lo sport sia fondamentale per la maturazione emotiva dei nostri ragazzi. Tra tutte le discipline il rugby si sposa più di qualunque altra con gli obiettivi che ci prefiggiamo ogni giorno. Si tratta infatti di un gioco duro e di grande fisicità, che al tempo stesso esalta però i valori più alti della pratica agonistica, a partire dal rispetto delle regole, degli avversari e delle dinamiche di gruppo. Un’attività del genere apre inoltre ai ragazzi ulteriori possibilità per i loro progetti educativi individualizzati, magari anche più intriganti di quelle che in genere pianifichiamo di concerto con il tribunale e i servizi sociali. L’iniziativa di sabato non ha fatto altro che confermare la bontà e le prospettive di questa collaborazione. Molto presto ci sarà modo di poter ammirare i ragazzi in campo anche in un contesto competitivo”.