Tre giorni di palla ovale e condivisione nel cuore dell’Appennino abruzzese hanno caratterizzato, da sabato 29 a lunedì 31 agosto, il ritiro precampionato delle formazioni Under 18 e Under 16 della Lazio Rugby 1927. Sullo sfondo della piana di Campo Felice gli Aquilotti di entrambe le categorie, per un totale di ben 64 giocatori, hanno gettato le basi per la stagione 2026/2027, tra allenamenti intensi, conoscenza reciproca e anche una buona dose di divertimento.

Il cerchio degli Aquilotti sotto il cielo della piana di Campo Felice

Ospite dell’Hotel Campo Felice di Casamaina, la nutrita pattuglia biancoceleste ha trovato un contesto ambientale e climatico ideale per perfezionare la fase di preparazione. Tanta parte atletica quindi alternata però a un sostanzioso lavoro tecnico, con focus sul movimento offensivo, in piena continuità rispetto al lavoro impostato al Villaggio Flaminio nel primo scorcio di preseason, scattata il 17 agosto per l’U18 e il 20 agosto per l’U16.

Fuori dal terreno di gioco ampio spazio anche per le attività extra, a partire da un approfondimento dedicato alle regole sotto la supervisione di un arbitro federale. Ha inoltre riscosso grande favore tra i presenti il team building domenicale, in cui i ragazzi, suddivisi in squadre di 5/6 elementi, si sono cimentati in un trekking con imprevisti lungo i meravigliosi sentieri dell’altopiano.

Il training camp ha permesso ai due gruppi guidati dai responsabili Andrea De Blasio (U18) e Dario Gioco (U16) di creare ulteriore amalgama tra i nuclei della Lazio Rugby e del Nuovo Salario, entrati in coabitazione da poche settimane a seguito della partnership instaurata a livello Junior tra i club.

Tanto lavoro di campo ma anche svago e attività extra nella tre giorni in Abruzzo

Bilancio più che incoraggiante anche per il coordinatore del settore giovanile Juan Sebastian Francesio, che ha sottolineato l’importanza di una simile esperienza in vista del sempre più vicino step dei barrage: “Siamo molto contenti perché usciamo da questa tre giorni con le risposte che volevamo. Ci tenevamo tanto a offrire ai ragazzi in questa fase una parentesi in cui poter entrare in sintonia anche fuori dal campo. Da parte di tutti è emersa, al di là della società di provenienza, una forte volontà di fare squadra e di competere al massimo delle proprie possibilità per lo stesso obiettivo. Sia il debriefing finale coi giocatori che quello interno allo staff mi hanno colpito in positivo per il clima aperto e costruttivo con cui si sono svolti. Con questa consapevolezza e armonia potremo toglierci delle belle soddisfazioni nei prossimi mesi”.