{"id":3801,"date":"2022-11-16T11:16:53","date_gmt":"2022-11-16T10:16:53","guid":{"rendered":"https:\/\/laziorugby.it\/?p=3801"},"modified":"2022-11-16T19:45:06","modified_gmt":"2022-11-16T18:45:06","slug":"il-ricordo-di-adriano-amati-del-presidente-alfredo-biagini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/laziorugby.it\/index.php\/2022\/11\/16\/il-ricordo-di-adriano-amati-del-presidente-alfredo-biagini\/","title":{"rendered":"Il ricordo di Adriano Amati del presidente Alfredo Biagini"},"content":{"rendered":"<p>&#8220;E\u2019 mancato Adriano Amati da anni trasferitosi a Udine, vicino ai propri affetti familiari.<\/p>\n<p>E\u2019 stato allenatore della Lazio U. 19 alla fine degli anni 70; successivamente della Lazio Racing Club e, quindi, della Tevere Rugby. Una societ\u00e0, quest\u2019ultima che ha fondato e tenuto in vita, sino alla fusione con il Cus Roma nel corso degli anni 90, vincendo i campionati di Serie C\/2 e C\/1 fino a disputare la serie B (all\u2019epoca la seconda serie italiana) e che, a quell\u2019epoca, schierava alcuni giocatori di livello nazionale, primo tra tutti Vincenzo \u201cVincio\u201d Ventricelli. <span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 \u00a0<\/span><\/p>\n<p>Era un uomo aspro, dotato, per\u00f2, di profonda umanit\u00e0.<\/p>\n<p>Personalmente l\u2019ho conosciuto prima come avversario (all\u2019epoca non vigevano regole rigide in merito ai limiti di et\u00e0 per partecipare alle gare seniores) quando a 16 anni fui chiamato a giocare con la Lazio dei \u201cgrandi\u201d e francamente il ricordo di quella partita non fu per qualche tempo tra i miei pi\u00f9 piacevoli.<\/p>\n<p>Qualche mese dopo divenne l\u2019allenatore (unitamente al mai dimenticato Giuseppe \u201cPeppino\u201d Di Nunzio) allenatore della \u201cmia\u201d giovanile.<\/p>\n<p>E\u2019 stato per me, per i 3 anni in cui \u00e8 stato alla guida dell\u2019U. 19, un maestro di sport e un uomo che ha trasmesso i valori pi\u00f9 nitidi del rugby di cui era un geloso custode. Si compensava con \u201cPeppino\u201d; lui irruento e sempre battagliero; Peppino, compassato e dallo spirito anglosassone, era un fine conoscitore del rugby, anche oltre i tempi che vivevamo e la cultura rugbistica italiana. Mi stupivo come, cos\u00ec diversi, fossero legati e andassero d\u2019accordo.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Adriano, che riconosceva e apprezzava la conoscenza di Peppino, era, per\u00f2 un maestro delle fasi statiche del nostro sport; ha insegnato a generazione di piloni le tecniche della mischia chiusa e mi sono trovato a sorridere qualche anno dopo che, confrontandomi con un tecnico straniero, ho avuto modo di constatare che gli insegnamenti di Adriano erano gli stessi di quello che ci era stato presentato come un \u201cguru\u201d della pallaovale.<\/p>\n<p>Adriano \u00e8 stato anche campione italiano dei pesi massimi e qualche volta ha dato dimostrazione di conoscere la <i>noble art<\/i> anche sul campo da gioco (anche con me in quel nostro incontro da avversari). Questo sempre per difendere un compagno o \u201clavare un onta \u201c da lui ritenuta insopportabile.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Era un personaggio, e per noi giovani (soprattutto della mischia) \u00e8 stato una guida. Ci ha insegnato il senso di appartenenza, la necessit\u00e0 di impegnarsi e di non mollare, anche se inferiori agli avversari da rispettare, soprattutto se pi\u00f9 deboli.<\/p>\n<p>Insegnamenti che valgono in ogni campo e che mi sono stati utili anche dopo e oltre il rugby.<\/p>\n<p>Si dice che i rugbisti non muoiono ma passano la palla. Penso che Adriano non abbia passato la palla perch\u00e9 da giocatore poche volte, quando la conquistava, ha ritenuto di trasmetterla. Allora ai piloni era richiesto di \u201cfare la mischia\u201d e se gli capitava di avere l\u2019ovale di avanzare il pi\u00f9 possibile. Pochissimi erano i piloni in grado di \u201cgestire\u201d un pallone. Adriano ha lasciato la mischia di cui era un vero e proprio cultore.<\/p>\n<p>Mancher\u00e0 a tanti, a me di sicuro, ma il suo ricordo accompagner\u00e0 tutti quelli che lo hanno conosciuto per lungo tempo e sono sicuro che da dove sar\u00e0 continuer\u00e0 a seguire il rugby e la sua Lazio&#8221;.<\/p>\n<p><span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 \u00a0<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;E\u2019 mancato Adriano Amati da anni trasferitosi a Udine, vicino ai propri affetti familiari. E\u2019 stato allenatore della Lazio U. 19 alla fine degli anni 70; successivamente della Lazio Racing Club e, quindi, della Tevere Rugby. 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