Il 1XV della Lazio Rugby 1927 ha dato ufficialmente il via alla stagione del centenario con un test match di prestigio in casa dell’Unione Rugby Capitolina. Un primo impegno piuttosto probante, contro un’avversaria di qualità e più avanti nella preparazione, nel quale i biancocelesti hanno tuttavia dimostrato di poter dare continuità a quanto di buono maturato, sia nel gioco che nell’attitudine, nella seconda metà dello scorso campionato.
LA PARTITA – Una domenica di fine settembre dai contorni quasi più agostani ha fatto da cornice, al Campo dell’Unione, a un incontro amichevole strutturato in tre tempi da 20’. Ottimo soprattutto l’approccio da parte della Lazio, capace di reggere bene il confronto fisico e di portarsi anche in vantaggio nel periodo inaugurale, concluso con una meta per parte.
Pur con ampio ricorso alle rotazioni, in virtù dei ben 35 giocatori presenti, col passare dei minuti hanno iniziato a pesare sempre più i carichi di lavoro di una preseason ancora in fase embrionale sia per la parte atletica che per il perfezionamento di determinate soluzioni tattiche. Dalla seconda frazione i bluamaranto, impegnati in questa stagione nel girone di Serie A1, hanno infatti dato una sterzata alla produzione offensiva, grazie anche a un gioco rodato e ben riconoscibile in primis nello sviluppo delle azioni multifase.
Dal canto suo la Lazio ha trovato tuttavia le risorse per riemergere proprio nei minuti conclusivi, con una doppia meta che dice molto anche del temperamento della squadra. Segnali positivi anche per quel che concerne l’inserimento nel gruppo dei nuovi arrivati e del consistente nucleo di giocatori appena saliti dalla formazione U18, che hanno subito dimostrato di poter dare un contributo significativo alla causa non solo per entusiasmo ed energia.
IL PUNTO DELLO STAFF TECNICO – In casa Lazio è l’head of performance Filippo Gargaglia a delineare i temi di un test match in cui la componente fisico-atletica ha giocato un ruolo chiave: “La partita ha rispecchiato quanto ci aspettavamo per andamento e risposta da parte della squadra. Stiamo lavorando in campo da sole tre settimane e si trattava per tutti della prima uscita su erba vera dopo gli allenamenti svolti sul sintetico dell’Acqua Acetosa. Al di là delle variabili da considerare penso che abbiamo visto tante cose incoraggianti nei 20’ iniziali, prima che emergesse la prevedibile differenza di gamba con l’URC. Quest’anno abbiamo deciso di impostare la preparazione in modo da ricercare il picco di forma più avanti e di mantenerlo al tempo stesso più a lungo. Ciò significa che ci attende ancora un blocco con carichi piuttosto intensi. Ci vorrà magari un minimo di pazienza in più ma sono convinto che, mantenendo questo livello di impegno e disponibilità, i ragazzi andranno a raccogliere i frutti delle fatiche di queste settimane quando conterà maggiormente”.